Disturbi d'ansia

L'ansia fisiologica ci protegge dai pericoli, l'ansia patologica può compromettere la nostra vita.

L'ansia è un'emozione che viene utilizzata dal nostro cervello per proteggerci da quelli che avvertiamo come pericoli provenienti dal mondo esterno. La sua funzione principale è quindi di allertarci e consentirci di reagire in modo appropriato.

In realtà non potremmo vivere senza ansia, in quanto è proprio l’ansia che ci permette di reagire in modo coerente al pericolo. Cioè in tutte quelle situazioni nelle quali serve la nostra massima attenzione: attraversare la strada, aprire una porta in risposta al campanello, prepararci per un esame o per un appuntamento importante, ecc.

Possiamo distinguere un’ansia fisiologica, quella che ci fa rispondere agli stimoli con attenzione; e un’ansia patologica, quella che genera disagio, frustrazione e stress.

La differenza fondamentale tra un'ansia fisiologica e un'ansia patologica risiede nell’intensità con cui viviamo questa emozione, nel livello di tensione, disagio e malessere che caratterizzano il nostro modo di porci di fronte agli stimoli interni ed esterni.

Tutti stati emozionali che possono sfociare in un disturbo quando persistono nel tempo e compromettono la qualità di vita dell’individuo.

Disturbi depressivi

Una grave alterazione del tono dell’umore che influenza negativamente la nostra vita.

La caratteristica principale dei disturbi depressivi è la grave alterazione del tono dell’umore che influenza negativamente la vita delle persone che ne soffrono.

La depressione è una condizione patologica caratterizzata da profonda tristezza, perdita di energie, senso di fatica, difficoltà nella concentrazione e memoria, agitazione motoria e nervosismo, perdita o aumento di peso, disturbi del sonno (insonnia o ipersonnia), mancanza di desiderio sessuale e dolori fisici.

A livello emotivo, le emozioni sperimentate da chi è soffre di disturbo depressivo sono tristezza, angoscia, disperazione, insoddisfazione, senso di impotenza, perdita della speranza, senso di vuoto.

I sintomi cognitivi sono la difficoltà nel prendere decisioni e nel risolvere i problemi, la ruminazione mentale (ossia pensare ripetutamente al proprio malessere e alle possibili ragioni), autocriticismo e autosvalutazione, pensiero catastrofico e pensiero pessimista.

I comportamenti che contraddistinguono la persona depressa sono l’evitamento delle persone e l’isolamento sociale, i comportamenti passivi, frequenti lamentele, la riduzione dell’attività sessuale e i tentativi di suicidio.

Disturbo ossessivo-compulsivo

Supportare la motivazione per approcciarsi con soddisfazione al contesto lavorativo.

Il disturbo ossessivo-compulsivo è caratterizzato da pensieri, immagini o tendenze all’azione, la sensazione di voler fare qualcosa, che si continuano a ripresentare spontaneamente nella mente e che la cui comparsa provoca ogni volta intenso disagio: ansia, disgusto, vergogna, senso di colpa.

Le persone che soffrono di questo disturbo temono le ossessioni, la cui comparsa è vissuta come intrusiva e non voluta e il cui contenuto è riconducibile a motivi di intenso timore.

Per questo motivo, tendenzialmente, la persona con un disturbo ossessivo compulsivo cerca di allontanare e/o neutralizzare tali ossessioni o a scongiurarle.

Per raggiungere tale scopo si adottano le più diverse e varie strategie mentali: il ripetersi delle frasi più volte, fare calcoli mentali, attivare comportamenti ripetitivi o ritualistici, le cosidette compulsioni: il toccare più volte o in un determinato ordine oggetti della casa, l'evitare di camminare su pavimenti scuri...

Tutte queste condotte sono volte ad alleviare il disagio ma in realtà finiscono spesso per interferire con la qualità della vita, richiedendo tempo e energia, ed impedendo a chi ne soffre di svolgere anche le più comuni attività quotidiane: andare a lavorare, vedere gli amici, fare la spesa.

Lutto

Superare la difficoltà ad accettare l'irreparabilità della perdita.

Il lutto è una condizione sia successiva che anticipatoria alla perdita di una persona cara.

Si tratta di una reazione normale ed inevitabile all'evento, ma in alcuni casi possono svilupparsi reazioni patologiche legate alla difficoltà ad accettare la sua irreparabilità. Vi possono essere disturbi legati a pensieri fissi, intrusivi e ricorrenti, come le ossessioni; alcuni tipi di somatizzazione; possono insorgere paure legate all’ospedale, alle terapie farmacologiche, alle visite, a luoghi o figure specifiche, a tutto quello che è legato alla malattia o alla morte.

Il lutto anticipatorio si può vivere in una situazione di grave malattia, con rischio per se stessi o per una persona cara o conoscente. È quello che accade nella realtà della malattia oncologica, dove la diagnosi di tumore o nei casi gravi di condizione metastatica, cioè la presenza di altre zone del corpo invase dalle cellule tumorali, rende concreto il rischio di morte e quindi del lutto successivo. La paura della perdita ancora prima che avvenga, rende l’attesa maggiormente difficile.

Stress

Difficoltà relazionali, emotive e di gestione della vita quotidiana

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha incluso il benessere psicologico nel concetto di salute. Gli individui devono avere la possibilità di sentirsi a proprio agio nelle circostanze che si trovano a vivere.

    Secondo la definizione dell’OMS il benessere psicologico è quello stato nel quale l’individuo è in grado di sfruttare le sue capacità cognitive o emozionali per:

  • rispondere alle esigenze quotidiane della vita di ogni giorno;
  • stabilire relazioni soddisfacenti e mature con gli altri;
  • adattarsi costruttivamente alle nuove condizioni ambientali, fisiche ed emotive.

Nell’arco della vita può accadere di vivere delle difficoltà o dei momenti critici in cui mantenere lo stato di benessere è difficoltoso. Si possono incontrare difficoltà nella gestione delle proprie emozioni o nella gestione dei livelli di stress percepito. In questi casi può essere opportuna una consulenza psicologica per prevenire l’insorgenza di sintomi psicopatologici o comunque verificare che il malessere percepito non faccia parte di un quadro clinico più importante.

Risorse umane

Supportare la motivazione per approcciarsi con soddisfazione al contesto lavorativo.

La gestione delle Risorse Umane Human Resource Management è una funzione del settore lavorativo che riguarda la valorizzazione delle persone nel contesto lavorativo. Da non confondere con la direzione del personale, che ha come scopo la definizione del contratto di lavoro, la sua organizzazione e il suo rispetto.

La gestione delle Risorse Umane è un concetto più ampio e coinvolge valorizzazione, motivazione, proattività, dinamismo, efficienza, soddisfazione, impegno e partecipazione del personale alle finalità e agli obiettivi aziendali e del contesto professionale.

    Lo psicogolo e psicoterapeuta specializzato in Risorse Umane può intervenire nel caso di:

  • valutazione dello stress lavoro correlato;
  • gestione delle dinamiche relazionali del personale;
  • comunicazione interna;
  • selezione del personale;
  • valutazione e formazione professionale;
  • leadership in azienda;
  • dinamiche di gruppo;
  • motivazione al lavoro;
  • gestione della carriere.